Allattamento: info utili per partire con il piede giusto

Allattamento: info utili per partire con il piede giusto

La prima volta che la midwife ha attaccato Oliver al mio seno, ero emozionatissima. Guardavo quel piccolo miracolo succhiare le prime gocce di colostro, e non avevo idea di come avrei fatto la volta successiva. Ero curiosa, impacciata ma decisa ad allattare.

La mia esperienza ha un retrogusto un po’ amaro, perché le cose non sono andate esattamente come avrei voluto. Per questo ho pensato, da mamma, a quali sono i consigli che avrei voluto ricevere, e che darei alle amiche di Reading che presto allatteranno i loro piccoli.

  1. No alla fretta. Ok, il ricovero è noioso, presumibilmente farà caldo e a meno che non abbiate una camera tutta vostra desidererete un po’ di privacy. Nonostante la voglia di tornare a casa sia tanta, prendetevi il tempo che vi serve e siate sicure di padroneggiare l’arte dell’allattamento prima di lasciare l’ospedale. Al Royal Berkshire Hospital lo staff è preparato, attento e disponibile. Non abbiate paura di disturbare, richiedete aiuto tutte le volte che pensiate di averne bisogno, anche di notte. Fate tutte le domande che vi vengono in mente, chiedete di mostrarvi più volte le posizioni consigliate e il modo giusto di attaccare il vostro piccolo al seno. Personalmete, nonostante avrei potuto tornare a casa il giorno dopo il parto, decisi di fermarmi una notte in più, giusto per essere sicura di sapere bene come fare una volta dimessa. A casa non ci sarà un pulsante da schiacchiare per avere un supporto immediato, per cui fate buon uso dell’assistenza gratuita e ottima fornita dall’ospedale.

  2. Se necessario, aggiustate il tiro il prima possibile. Per molte mamme, allattare è intuitivo e semplice fin dall’inizio. Per altre invece è più difficile, ma questo non vuol dire che non possiate migliorare la vostra tecnica e rendere l’allattamento piacevole per voi e il vostro bambino. Ci vorrà solo un po’ di pratica in più e il supporto giusto. In caso di dolore e difficoltà nell’attaccamento, consiglio di rivolgersi al Breastfeeding Network, presente sul territorio, che offre consigli gratuiti in diversi luoghi della città. Ogni centro ha un calendario di incontri settimanale, e nulla vi vieta di rivolgervi ogni giorno a un centro diverso, anche se non è il più vicino a voi. Troverete tutte le info (con anche numeri utili) all’interno del My personal child health record (il mitico libro rosso), che vi sarà rilasciato alla nascita del vostro bambino. Inoltre, una volontaria verrà a trovarvi in ospedale per indirizzarvi subito sulla retta via in caso di necessità. Potrete addirittura contare sul supporto diretto del Breastfeeding Network via sms (!): una volontaria vi contatterá subito dopo il parto, e per le prime sei settimane di vita di vostro figlio sará a vostra disposizione per rispondere alle vostre domande, a tutti i vostri dubbi. Al termine delle sei settimane, riceverete un messaggio utile all’organizzazione per avere un feedback sulla vostra esperienza.  Infine, durante la prima visita domiciare dell’Health Visitor (di cui parleremo nei prossimi articoli), avrete un’altra occasione per assicurarvi di allattare nel modo corretto.

  3. Ignorate ogni consiglio non richiesto, e ne arriveranno a pioggia, fidatevi. Ci sono un trilione di falsi miti e credenze che, durante la vostra esperienza, sarà difficile evitare, e tutti senza un minimo di fondamento scientifico. Quello che possiamo, è fare orecchie da mercante e andare dritte per la nostra strada, perché siamo noi a sapere cosa è meglio per noi e il nostro cucciolo.

  4. Fate in modo di avere sempre liquidi a portata di mano. Avrete sete, taaaaaanta sete.

  5. Allattando consumate energia, quindi insieme ad acqua, té, tisane varie, tenete alla vostra portata anche veloci (e possibilmente sani) snack. Quelle calorie extra vi serviranno.

  6. Se possibile, frequentate un corso preparto NCT (National Childbirth Trust). Costicchiano, è vero, ma secondo me ne vale ampiamente la pena. Non so se sia stata particolarmente fortunata, ma il mio gruppo di NCT mums ha un valore inestimabile. Con il tempo siamo diventate amiche, abbiamo creato un gruppo su whatsapp e ci siamo fatte compagnia durante le lunghe notti solitarie, quando sembra di allattare no stop non appena il sole sparisce all’orizzonte fino alle prime ore del mattino. Avere sempre le mie NCT mums al mio fianco nei primi tre mesi (un periodo di costante stanchezza e ormoni impazziti) ha preservato la mia salute mentale, mi ha fatto capire di non essere la sola in difficoltà, mi ha dato la possibilità di un confronto con amiche che hanno avuto le mie stesse esperienze mentre anche io le vivevo, e non da ultimo ho creato amicizie per la vita.

  7. Chiedete massima collaborazione a mariti/compagni. Non è mia intenzione spaventarvi, ma dalla nascita e per i primi mesi, allattare – se decidete di farlo – , e in generale prendervi cura del vostro piccolo, prenderà tutto il vostro tempo. Cercate per quanto è possibile, di delegare tutto il resto al co-responsabile (eh eh eh) del fagottino che ora vi sta sempre appiccicato. Pulizie, cucina, spesa, sono tutte mansioni che affiderete all’altra metà della mela (e a familiari/amici volenterosi).

  8. Fidatevi del vostro istinto. Solo voi saprete le sensazioni che provate allattando, solo voi saprete se, nonostante la posizione del bimbo sembri corretta, provate dolore. Non ignorate quel sintomo, perchè  il dolore potrebbe avere una causa medica. “Molti sono i casi di anchiloglossia congenita tardivamente o affatto diagnosticata, nonostante sia riportata un’incidenza dal 3,2% al 10,7%” (tongue tie, in inglese). Questa conformazione fisica nel bambino infatti, può rendere l’attaccamento superficiale e doloroso, l’alimentazione del bimbo insufficiente, e innescare un circolo vizioso che, se non corretto, porti all’allattamento misto prima, e all’esclusivo con formula poi (quello che è successo a me e Oliver). Al RBH, prima di essere dimessi, i vostri piccoli verranno controllati per verificare l’assenza di tongue tie, che però è facile passi inosservato. Fino a sei settimane di vita, se avete il dubbio che il vostro bambino sia affetto da tongue tie, potete rivolgervi a uno dei centri gestiti dal Breastfeeding Network, che dopo una prima valutazione prenoterà per voi una visita alla Breastfeeding Clinic, in ospedale. Lì, una midwife specializzata in tongue tie deciderà se procedere al taglio del frenulo (si tratta di una piccola procedura non dolorosa e di cui il neonato non conserverà memoria). Dopo le sei settimane, in caso si sospetti la presenza di tongue tie, sarà il GP a fare una prescrizione per una visita in ospedale. Infine, se l’NHS non ritiene il taglio opportuno, ma avete ancora dei dubbi, è possibile prenotare un consulto privato.

  9. Unitevi al gruppo Facebook Breastfeeding Berkshire, fonte inesauribile di supporto e consigli.

  10. Godetevi questi momenti specialissimi e solo vostri. A volte sarà noioso, a volte frustrante, ma in futuro conserverete le poppate notturne, in cui sembra non esista altro al mondo al di fuori di voi due, tra i ricordi più preziosi.

Per chi lo desideri è, inoltre, possibile scaricare qui l’intero calendario delle Infant Feeding Classes offerte dal RBH nel 2017.


Photocredit: Jordan Whitt

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