Il parto e i primi giorni a casa con un neonato: la mia esperienza con una doula

Il parto e i primi giorni a casa con un neonato: la mia esperienza con una doula

Questo è il primo di una serie di articoli sulla figura della doula e il suo ruolo di supporto alle neo-mamme prima, durante e dopo il parto. Iniziamo oggi con il racconto della mia esperienza diretta, per poi raccontarvi meglio questa figura in un’intervista con una mamma e doula italiana in UK.


Alzi la mano chi all’avvicinarsi della data del parto non ha pensato almeno una volta nell’ordine:

  • Ma chi me l’ha fatto fare?

  • Siamo sicure che debba uscire proprio da lì?

  • Ci riuscirò?

  • Ci passerà?

Se in questo momento siete incinte lasciatemelo dire: ci riuscirete e ci passerà. Chi ve l’ha fatto fare io non lo so invece, ma vi assicuro che ne varrà la pena!

Ma torniamo alle paure irrazionali e comprensibilissime che accompagnano tutte, chi più chi meno, nei mesi dell’attesa in cui la panza cresce e se siete fortunate vi porta capelli lucenti e pelle perfetta.

Se è normale per tutte farsi prendere da un leggero stato di agitazione immaginando il parto e i primi giorni da mamma, per chi vive all’estero e lontana dalla propria famiglia può essere ancora più difficile. Per questo quando chattando su Whatsapp con il mio gruppo di supporto preferito – ovvero le 3 amiche che quotidianamente si occupano di me a distanza regalandomi risate, distrazioni e confidenze – ho scoperto l’esistenza delle doule e il loro ruolo in sala parto e nelle prime settimane di un neonato e della sua neonata famiglia, mi si è aperto un mondo. In effetti non ne avevo mai sentito parlare e così ho iniziato a documentarmi, scoprendo che si trattava esattamente di ciò di cui avevo bisogno.

La doula è una figura di sostegno emotivo-pratico in gravidanza, nel travaglio-parto e nelle prime settimane di vita del bambino. Non ha una formazione medico sanitaria e non può quindi sostituirsi a ostetriche e dottori ma accompagna la donna incinta e chi le è accanto prima, durante e dopo il parto. Tra i suoi compiti per esempio c’è il supporto nell’elaborazione di un birth plan che consideri tutte le esigenze e i desideri della mamma, la presenza in sala parto ove richiesta, l’assistenza a casa dopo la dimissione dall’ospedale. In realtà il ruolo della doula è estremamente flessibile e viene costruito ad hoc con la singola famiglia durante le chiacchierate e gli incontri preparatori.

Io ho scelto una post natal doula.

Ho sempre immaginato il parto con serenità e l’approccio inglese mi ha subito conquistato. Sapevo che l’unica cosa di cui avrei avuto realmente bisogno in sala parto era la presenza costante di mio marito – leggasi la possibilità (mia) di insultarlo e l’impossibilità (sua) di abbandonare la stanza anche per 20 secondi, pover’uomo. E così è stato.

Mi faceva invece più paura il ritorno a casa, il timore di sentirmi inadeguata e di non essere capace di prendermi cura di un esserino così minuscolo (e questo perché ancora non sapevo che avrei partorito un bambino di 4,23 kg per 55 cm!)
Scherzi a parte, parlando con mio marito negli ultimi mesi di gravidanza mi ero resa conto che, nonostante questi timori, il mio desiderio era quello di tornare a casa ed essere almeno per i primi giorni solo noi tre, così da avere il tempo di conoscere Leo e prendere confidenza con il nostro ruolo di genitori e le dinamiche di una coppia che diventa famiglia, prima di accogliere nella nostra intimità nonni e zii. Per questo abbiamo chiesto ai nostri genitori e ai miei fratelli di pazientare un pochino e di darci una settimana di tempo prima di venirci a trovare.

Perché si dice poco ma si sa che le visite di amici e parenti sono tanto piacevoli quanto ansiogene per una neomamma che generalmente vuole dormire (se può), possibilmente stare senza reggiseno (se allatta) e tenersi il proprio piccolo addosso tutto il tempo (se è come me). Figurarsi se invece deve darsi una parvenza da essere umano, tipo pettinarsi i capelli (!), fare gli onori di casa e sostenere una conversazione invece di collassare sul divano se il bimbo sta dormendo.
Ok sto esagerando, ma in ogni caso sempre meglio mettere le mani avanti e dare a chi viene a trovarvi nei primi giorni dopo il parto regole precise che si possono riassumere così: portate cibo, chiedete se serve una mano in casa, non prendete in braccio il piccolo se non esplicitamente invitati a farlo.

Naturalmente la questione è diversa per le persone più vicine a noi. Per dire, mia mamma ha rinunciato anni fa a vedermi pettinata come si deve, ma resta il fatto che per chi vive all’estero le visite comportano un soggiorno più o meno lungo e una convivenza più o meno stretta. E pur non vedendo l’ora di vedere nonni e zii in azione, per qualche giorno ci sembrava giusto dare la priorità al nostro essere in tre per la prima volta.

Nel frattempo quindi mi ero organizzata e, dopo aver studiato vari profili su https://doula.org.uk/, avevo trovato la doula che facesse al caso mio: ci siamo scritte, ci siamo incontrate e ci siamo piaciute. A quel punto ci siamo accordate per un pacchetto di 10 ore che avrei potuto usare a piacimento nell’arco delle prime settimane dopo il parto.
Alison è venuta a trovarci la prima volta il giorno dopo la dimissione dall’ospedale ed è stata da subito una presenza rassicurante ma per nulla invasiva. Si è fermata un’oretta e in questo tempo mi ha osservato e incoraggiato, senza mai dirmi che cosa fare, ma guidandomi a seguire il mio istinto.

In quei giorni non ero sicura che davvero mi stesse servendo, mi bastava però sapere che avrei potuto chiamarla in ogni momento se avessi avuto dubbi o bisogno di aiuto. Col tempo invece mi sono resa conto che il supporto più prezioso è stato proprio nella sua capacità di farmi capire che non avevo bisogno di risposte dirette o suggerimenti spicci – che sarebbero mancati non appena terminate le ore del pacchetto – ma semplicemente di rassicurazione sulla mia capacità di fare la mamma.

Ovviamente qualche trucchetto nel frattempo me lo ha insegnato, ma credo veramente che quelle ore insieme, scelte e fissate da me in base alle mie esigenze, siano servite più di ogni altra cosa a farmi prendere le misure: della me mamma, dei miei ormoni, delle calorie che sarei stata in grado di ingerire da quel giorno e per tutti i mesi dell’allattamento, delle docce fantozziane in trenta secondi netti, delle notti passate a guardare un pancino sollevarsi ed abbassarsi ad ogni respiro, di latte, reggiseni e creme alla lanolina, dello studio di odori e consistenze nel pannolino, di bagnetti urlanti, di sonno e meraviglia.

 La verità è che sono stata molto fortunata: ho dei primi giorni con Leo un ricordo bellissimo, ma so che non sempre va così.

Ci sono bimbi che piangono ininterrottamente, che non si attaccano correttamente al seno, che rigurgitano, che ancora piangono. E ci sono mamme stanche, provate da un parto lungo e difficile, sfiancate dagli sbalzi di umore che portano lacrime subito dopo l’euforia, sopraffatte da una fatica che non immaginavano, deluse da un corpo che non riconoscono. E ci sono tutte le sfumature nel mezzo, perché nessuna esperienza è uguale e niente ti prepara realmente a quel momento lì in cui l’adrenalina cala e ti rendi conto che no, non si torna più indietro.

 Sapere di poter contare su un aiuto esterno, professionale ma pieno di calore, può veramente fare la differenza.

 Nel prossimo post vi racconterò l’esperienza di una doula italiana in UK e condivideremo altre informazioni utili su questa figura e sul supporto che è in grado di offrire alle mamme, prima, durante e dopo il parto.

 Continuate a seguirci e se vi va intanto raccontateci la vostra storia qui nei commenti o sulla nostra pagina Facebook.

Link utili


  •  Doula UK is the leading organisation for doulas in the UK, with a network of member doulas nearing 700 in number. Doula UK was founded in 2001 as a not-for-profit organisation.

https://doula.org.uk/

  •  Il sito dell’Associazione Doule Italia nel quale potete trovare info in italiano

http://www.douleitalia.it/


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