Le 5 brutali verità che ogni mamma dovrebbe conoscere prima di partorire

Le 5 brutali verità che ogni mamma dovrebbe conoscere prima di partorire

E sorvoliamo sul parto stesso! Ah, se le avessi sapute prima queste verità. E sì, lo so, lo stai pensando anche tu. Perchè non si sa come, ma nessuno vuole dirle. A volte le sussurriamo con la nostra migliore amica, ma poi non le condividiamo con le altre mamme che conosciamo. Ma quali sono queste brutali verità che ogni mamma dovrebbe sapere prima di partorire?

  1. LA MAGGIOR PARTE DELLA CURA DEL NEOARRIVATO/A È SULLE TUE SPALLE


Se hai un compagno vicino è chiaro che tutto sarà più facile. Ma un neonato ha bisogno di te. Di te. E ancora di te. Puoi lasciarlo a mamme, sorelle, zie, amiche e vicine di casa. Puoi provare a sbolognarlo al padre. Ma le sue braccine si tenderanno verso di te dopo cinque minuti e dovrai prenderlo per evitare… be’, sai cosa, no? Che pianga disperato! Rassegnati, sarà così per i primi 3-6-9-12 mesi di vita del pargoletto. Prima o poi te ne liberi (almeno per cinque minuti), tranquilla.

L’onnipresente bisogno del bambino di essere vicino a te, preso in braccio, ninnato, nutrito, pulito, intrattenuto e qualsiasi altra cosa, ti impedirà di avere una vita. E non parlo della vita sessuale. Parlo di farsi un caffè in pace, di andare in bagno con una rivista, di sdraiarsi sul divano a vedere una puntata di qualsiasi serie TV a tua scelta. Si dice che un neonato abbia bisogno di una seconda gestazione, detta esogestazione, cioè all’esterno del corpo materno, per lo stesso tempo in cui sono stati comodamente cullati dal liquido amniotico. Quindi altri nove mesi dopo la nascita.

Soluzione: ripeti con me il mantra “crescerà e quando sarà un teenager non mi saluterà nemmeno, per cui me lo godo adesso”. Vale a dire: è una fase, passerà.

  1. SE HAI UN MARITO/FIDANZATO/COMPAGNO PENSERAI AL DIVORZIO


Seriamente. Poi di solito ti ricredi. Quasi tutte le neomamme testimoniano come il rapporto con il marito/compagno/fidanzato sia cambiato dopo la nascita del bambino. Le motivazioni possono essere tantissime e diverse da coppia a coppia, ma credo che si possano individuare alcuni punti fermi:

  • il contrasto con il periodo della gravidanza. Che secondo me è uno dei periodi più felici di una coppia. Assomigia, per l’intensità delle emozioni, la voglia di stare insieme e, se sei fortunata, la quantità di sesso, ai primi mesi, quelli dell’innamoramento. Il contrasto con la vita post-bambino è nettissimo. E rende tutto più grigio di quanto non sia in realtà;

  • la mancanza di tempo, energia, voglia e interesse. Se sei dedicata al nuovo arrivato 24/7 non riesci a trovare il tempo e la forza per dedicarti alla tua relazione di coppia. Non riesci nemmeno a trovare un minuto per te, figurati per un altro. Il papà slitta in ultimo piano. Chiaramente questa cosa non fa bene alla coppia, anche se è fisiologica;

  • il cambio delle dinamiche familiari. Da due diventate tre. Tutto ruota intorno al bambino. I primi giorni perché siete elettrizzati dal suo arrivo, completamente imbranati in tutte le cose pratiche che lo riguardano ed estatici davanti al suo più piccolo movimento. Poi perché la piccola piovra si impadronirà di tutto il vostro tempo, delle vostre energie e dei vostri pensieri. I vostri orari cambieranno (nei primi mesi in realtà non ci saranno orari). Il modo di organizzarvi pure (ruoterà tutto attorno alle esigenze del bambino). E ovviamente la vita sociale. Il sonno. I pasti. Tutto insomma. E niente e nessuno ti prepara a questo terremoto;

  • la gestione della casa: la quantità di cose da fare in casa, anche se è piccola perchè sappiamo bene quali casa di bambola si trovino in Gran Bretagna, aumenterà vertiginosamente. La roba da lavare (e se sei brava anche stirare) raggiungerà livelli da Everest. I piatti marciranno nel lavandino. Le piante emigreranno dai vicini per essere annaffiate. E potrei andare avanti per ore, ma ho pietà di me e di voi che poi questi lavori ce li dobbiamo fare. Ecco, il punto è questo. Il 90% degli uomini mediamente giovani come sono i nostri compagni collaborano in casa. Chi più, chi meno (il mio). Ma collaborano. Il problema è che, uno, non sanno fare più di una cosa alla volta per cui sono infinitamente lenti. Due, hanno i loro tempi e non fanno le cose subito quando gliele chiedi (almeno, il mio è così, che nervi!). Tre, devi appunto chiederglielo. Quasi tutti sono degli esecutivi, non hanno la facoltà di “vedere” i lavori di casa. Anche se alla fine, con i loro tempi e i loro modi, i lavori li fanno, comunque tu devi spendere energie mentali a pensare: quali lavori gli faccio fare? Cosa mi serve? Alla fine, io cedo e me li faccio da me.

Soluzione: prima di tutto pensare che non sta succedendo solo a te. Poi cercare di trovare del tempo per stare solo voi due. Se non hai la famiglia vicino come capita a noi expat, puoi magari contare sulle amiche o su una babysitter. Bastano due ore. Una serata. Magari all’inizio non saprete nemmeno più che dirvi. E parlerete del bambino. Giusto. Dovete essere orgogliosi di quello che avete fatto insieme. Poi piano piano recupererete i vostri spazi comuni. Infine, siate indulgenti. Perdonate. Voi stesse che non siete certo la compagna ideale in questo momento. E lui, che magari ce la sta mettendo tutta. Lo so che non basta. Ma premiamo l’impegno.

  1. IL TUO CORPO È UN ALIENO


Forse lo era già durante la gravidanza. Ma in quell’occasione i cambiamenti erano salutati con gioia, dato che testimoniavano la presenza del pargoletto e il buon andamento della gestazione. Dopo il parto invece non vedrai l’ora di tornare come eri. E non parlo dei chili di troppo. Io ne presi 23 e sono ancora qui a farmi compagnia. Potresti però notare altre cose. Sono i simpatici omaggi della gravidanza. Per esempio:

  • i capelli folti e lucenti che hai avuto per nove mesi cadranno letteramente a ciocche dopo qualche settimana dal parto. Tranquilla, poi ricrescono (quasi) tutti;

  • le smagliature, alcune potranno essere meno evidenti, ma se ti sono venute probabilmente lo hanno fatto per rimanere;

  • le vene gonfie sulle gambe. Se durano dopo il parto fattele controllare, anche se probabilmente sono solo un inestetismo;

  • la vista, non so se sia una leggenda urbana o meno, ma alcune accusano un calo della vista dopo la gravidanza;

  • i denti. Se hai sofferto di gengive gonfie durante la gravidanza tienile sotto controllo anche dopo, il problema potrebbe durare a lungo;

  • il seno. Qui si potrebbe parlare per ore. Diciamo solo che non sarà più lo stesso. Ognuna poi ha la sua storia.

Soluzione: mangiare sano, bere tanto, fare attività fisica. Tutto aiuta. Ma la cosa principale è accettare se stesse e il proprio corpo.

  1. MAI PIÙ POTRAI VEDEREUN BAMBINO MALATO/SOFFERENTE/DENUTRITO/INFELICE


Diventerai sensibile come una fragolina di bosco. Io ormai piango anche se vedo un bambino tutto pacioso e sorridente che fa pubblicità. Non parliamo poi dei teatri di guerra o di bambini che hanno qualche malattia. Cercherai sul faccino del tuo piccino i segni della stessa malattia. Ti proietterai in un film mentale in cui lo salvi dalle bombe. Insomma, il mondo ti farà un po’ più paura.  Comprensibile e anche utile, per avere sempre l’istinto di protezione ben rodato, ma non farti sopraffarre. Non potrai evitare qualsiasi sofferenza a tuo figlio, non sarai sempre presente, non potrai essere il suo scudo contro il mondo. Con le tue cure e un po’ di fortuna gli eviterai le cose peggiori. Le altre dovrà imparare ad affrontarle da solo.

Soluzione: guarda solo film comici ed evita i telegiornali come la peste. Almeno per il primo anno di vita del bambino.

  1. OGNI MATERNITÀ È DIVERSA. COSÌ COME LO È OGNI MAMMA


Il confronto fa bene. Scambiarsi opinioni, esperienze e consigli anche. Ma tu sei da sola con tuo figlio, alla fine. Quello che secondo me è importante ricordare è che ogni esperienza di maternità è unica. E che quello che è successo alle amiche, alle sorelle, alle conoscenti non capiterà per forza anche a te. O sarà diverso. Poi sai benissimo che le persone abbelliscono la loro vita quando la raccontano. Succedeva anche prima dei social. Quindi se hai problemi ad allattare, se a volte sei stufa di fare la mamma e vorresti un giorno solo per te, se hai ancora la pancia dopo tre mesi dal parto, be’, non importa se le altre descrivono momenti idilliaci di attaccamento al seno, ore bellissime passate a guardare il loro frugoletto e pance piattissime. Uno, probabilmente mentono. Due, tu sei tu e la tua esperienza è unica. Tre, fidati che stanno mentendo.

Soluzione: umorismo, leggerezza e soprattutto un po’ di scetticismo verso quello che ti dicono le altre mamme. Fidati solo di chi ti parla senza giudicare e senza decantare la propria esperienza. Credi a chi ti vuole bene.

Questo pezzo avrebbe dovuto essere leggero e poco impegnativo. Mi sono resa conto scrivendolo, invece, che aveva un tono e dei contenuti molto più seri di quanto non avessi preventivato. Evidentemente era il momento giusto per tirare fuori tutti i sassolini che mi sono entrati nelle scarpe in questi nove mesi di vita del ragazzino. Ma anche solo scriverne li ha resi più sopportabili. Come spero succeda anche voi a leggerne e, in generale, a parlare con le altre mamme.

 

Ti potrebbero anche interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.