Lo svezzamento misto – la nostra esperienza con Sofia

Lo svezzamento misto - la nostra esperienza con Sofia

Lo svezzamento misto – la nostra esperienza con Sofia


Come succede spesso in politica, chi è a favore dell’autosvezzamento critica spesso in modo severo chi segue lo svezzamento tradizionale… e viceversa. Invece di discutere su quale sia il modo migliore per introdurre cibi solidi nella dieta del proprio bambino, io consiglierei alle mamme di informarsi su entrambi e poi decidere quale sia quello che si adatti meglio alle esigenze della propria famiglia ma soprattutto del bambino, con la consapevolezza di poter cambiare in itinere le proprie scelte o addirittura di poter mescolare gli elementi che piacciono di più dei due metodi.

Personalmente sono sempre stata molto attratta dal metodo dell’autosvezzamento, in quanto ricorda molto quello dell’allattamento a richiesta. Inoltre mi piaceva l’idea di non dover comprare omogeneizzati e di poter offrire a mia figlia gli stessi cibi sani e saporiti che mangiamo noi. Per questo mi sono documentata e ho letto con interesse i libri “Baby Led Weaning” di Gill Rapley (in italiano ”Lascia che il tuo bimbo si svezzi da solo”) e “Il mio bambino non mi mangia” di Carlos González. D’altro canto però ero preoccupata per l’imminente rientro al lavoro e cosciente del fatto che spesso con l’autosvezzamento i bimbi possano mangiare poco o niente fino a un anno di età: “food before one is just for fun”, proprio come spesso ho sentito dire dalle mamme inglesi. Non è stata una decisione presa a tavolino ma ripensando a quello che abbiamo fatto, chiamerei quello di Sofia “svezzamento misto”.

Da quando Sofia è nata l’abbiamo sempre tenuta accanto a noi durante i pasti per abituarla a questo momento di gioia e di condivisione. Verso i cinque mesi ha iniziato a guardarci con interesse e quindi abbiamo deciso di farla sedere sulle nostre ginocchia durante l’ora di pranzo. Come prima cosa abbiamo iniziato a metterle davanti degli alimenti da mordicchiare, come carota e melone, visto che il periodo coincideva con la comparsa dei primi due incisivi inferiori. Dalle carote e dal melone siamo passate alle verdure leggermente sbollentate: broccoletti, carote, mini pannocchiette, fagiolini o qualsiasi altra verdura fosse prevista nel menù della giornata. Non so se Sofia ha mostrato un interesse notevole per il cibo da subito perché il suo svezzamento ha coinciso con una vacanza estiva in Italia. Chissà se provando la frutta in Inghilterra l’avrebbe amata tanto?
Non avendo ancora molti denti tendevamo a sminuzzare il cibo affinché potesse prenderlo con le manine e mangiarlo con facilità oppure lo frullavamo grossolanamente all’inizio e glielo davamo con il cucchiaino. Per Sofia lo svezzamento è avvenuto in maniera rapida e quasi automatica, la sua voglia di mangiare era direttamente proporzionale alla sua capacità di afferrare il cibo e portarselo alla bocca, ma per altri ci vuole più tempo e pazienza. Adesso a 13 mesi mangia quasi tutto quello che mangiamo noi, con la sola differenza che il suo cibo non contiene sale né zucchero. È un vero piacere vederla mangiare di gusto broccoletti, spaghetti, pesce e frutta di ogni tipo! Uno dei vantaggi principali di questo approccio infatti è proprio quello che il bambino impara a mangiare di tutto e ad “autoregolarsi”, senza correre il rischio di essere sovralimentato dai genitori. Inoltre, poiché bimbi e genitori mangiano gli stessi alimenti genuini, a beneficiare di una dieta migliore sono entrambi.

Qualche considerazione di tipo pratico


Una volta rientrati dalle vacanze estive in Italia, dove Sofia aveva avuto modo di provare i primi cibi seduta sulle nostre ginocchia, abbiamo deciso di organizzarci meglio. Abbiamo comprato una tovaglia in PVC nel negozio Dunelm e l’abbiamo tagliata in modo che coprisse buona parte del pavimento sopra il quale poggiava il seggiolone per evitare lo spreco eccessivo di cibo. Abbiamo fatto scorta di bavaglini, soprattutto quelli plastificati e con le maniche lunghe. Infine abbiamo stilato una sorta di menù settimanale per tutta la famiglia, in modo tale da fare in modo che ogni giorno consumassimo la quantità giusta di carboidrati, proteine, grassi, verdure e frutta. Il menù si è rivelato particolarmente utile soprattutto per il mio rientro al lavoro, per facilitare sia la spesa da fare che i piatti che i nonni italiani, venuti ad aiutarci per qualche tempo, dovevano preparare. Più per comodità nostra che per altro ogni volta che introducevamo dei cibi nuovi per Sofia lo scrivevamo, segnando accanto all’alimento eventuali preferenze e/o intolleranze. Gli unici cibi che le hanno provocato fastidio in questi mesi sono stati i latticini che di conseguenza abbiamo eliminato dalla nostra dieta. Ci siamo poi rivolti a una nutrizionista NHS che ci ha consigliato di seguire la “milk ladder” in modo tale da reintrodurre il latte in modo graduale.


Nella foto, la piccola Sofia, figlia dell’autrice del brano Diana, mentre prova della zucca arrostita al forno – 7 mesi.

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