Prime chiacchiere

Ieri, come alcuni di voi sapranno, c’è stato il nostro primo meetup. La nostra co-organizzatrice Vale ha fatto il sunto di questo pomeriggio piacevole così:

Sono le 12,30 e ho un piede fuori dalla porta. Un odore sospetto, provenienza ancora più sospetta: il didietro di Oliver, che mi guarda e sorride con i due incisivi da castoro.
Ok, ci risiamo, lo tiro fuori dal passeggino, prendo al volo l’occorrente dallo zaino e lo cambio a tempo di record sul pavimento della sala da pranzo. Può sembrare bizzarro, la verità è che non ho voglia di togliermi le scarpe (ho il carpet al piano di sopra).

Siamo sul bus ora, direzione Artigiano, Broad St. Una lieve ansia mi prende, mi domando se avrò qualcosa in comune con le donne che incontrerò tra poco: essere madri è una condizione sufficiente per stabilire un legame? Ora come allora una vocina nella testa mi dice che no, non è detto. Sono fiduciosa però, tutto sommato il percorso fin qui è stato liscissimo, e sono aperta al nuovo. Berni è in ritardo, bless her, come direbbe la vicina un po’ svitata.
Siamo arrivati, nessun passeggino al piano terra. Ordino e prendo l’ascensore, ad accogliermi divani gialli che stranamente non mi dispiacciono e singolari decorazioni alle pareti (faranno mica “Italia”?) Eccole lì, le prime mamme. Sorrido, mi presento, forse leggo un filo del mio stesso nervosismo, ma è un attimo. Gli occhi blu e i capelli biondissimi di Alex colgono la mia attenzione. Chissà come sarà Oliver alla sua età. Pochi minuti e sono sul pavimento con Emma e il suo cucciolo, Claudia e la mia Piattolina. Peccato l’ambiente spezzi il gruppo in due, penso che sarà bello vedersi al parco sul maxitappeto di Berni, in primavera. Di nuovo mi trovo d’accordo con Giulia, e la cosa mi fa sorridere. Il tempo scorre veloce, non ho il telefono sotto mano e ho dimenticato l’orologio. La compagnia è piacevole. Rassicuro Anna e Claudia: il parto non è poi poi terribile, e poi c’è il gas and air. Io ho amato il gas and air, sempre sia lodato.
Qualcuno è andato via, l’atmosfera è un po’ raccolta; Oliver è senz’altro a suo agio e russa sulla mia pancia. Anche Leo si appoggia su di me ed è la perfezione. Chissene se dovremmo essere a casa alle 5 per la cena (usanza Brit che ho adottato con gioia). Dopo un paio d’anni mi sono abituata ad essere la sola italiana, quella che viene da fuori, con l’accento musicale e il desiderio di inserirsi nella nuova comunità. Che dire, tornare ad essere circondata da italiane mi dà una sensazione alla quale mi devo ancora abituare, ma lo farò presto. A presto, mamme di Reading!

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