Svezzamento tradizionale o autosvezzamento? Come scegliere (2)

Svezzamento tradizionale o autosvezzamento? Come scegliere (2)

Come scegliere


Una volta introdotte le differenze basilari, ci troviamo di fronte alla questione del come procedere. La scelta dello svezzamento non può essere dettata però solo dalla “fede” in una delle due filosofie descritte nell’ articolo precedente. Come in molti altri casi non esiste un metodo “giusto” o “sbagliato”: tutto dipende dai bisogni della madre e del bambino.

Se per una madre che deve tornare presto al lavoro è probabilmente più comodo seguire uno svezzamento tradizionale in modo tale da abituare il bambino a mangiare cibi solidi prima del suo rientro al lavoro, per una famiglia la cui mamma non lavora e che riesce a sedersi a tavola per i pasti in modo regolare l’autosvezzamento può essere una scelta più facile.

Un altro aspetto da considerare è quello logistico: il tempo per preparare è poco o si mangia fuori casa? Meglio puntare agli omogeneizzati o al baby food. Non sopportiamo la cucina sporca e che i nostri bimbi si impiastriccino? Forse l’autosvezzamento non fa per noi.

L’importante è non avere fretta e cercare di godersi al massimo questo momento fondamentale nella vita del nostro bambino, che offre loro i primi elementi di autonomia e la possibilità di sperimentare nuovi sapori, colori e consistenze. Capiterà che a volte il bambino non voglia mangiare quello che avete preparato e allora potete offrirgli una seconda alternativa. Se poi dovesse rifiutare anche quella vorrà dire che berrà più latte, che rimane comunque uno degli alimenti principali della dieta del bambino per il primo anno di vita.

Tutto andrà per tentativi, cercando di vedere come reagisce il bambino, che cibi apprezza di più e con che formato si trova meglio o peggio. Se non dovesse amare un certo alimento, si può riprovare più avanti senza perdere la speranza.

 E se il bambino soffoca?


In molti si preoccupano del rischio di soffocamento durante lo svezzamento. A questo proposito rimando a due ottimi articoli del sito autosvezzamento.it.

Il primo ”Autosvezzamento e rischio di soffocamento: uno studio randomizzato riporta degli studi secondo i quali non sono state osservate differenze sostanziali nel numero di episodi di soffocamento tra bambini svezzati in modo “tradizionale” e bambini che si sono svezzati da soli, sfatando così il mito secondo il quale l’autosvezzamento sarebbe pericoloso.

Il secondo articolo invece Soffocamento: cosa non fare e cosa non dare parla dei cibi particolarmente rischiosi e di come comportarsi in caso di soffocamento.

Ricordo inoltre a tutte che spesso i children centres e i corsi di NCT offrono dei workshop per imparare le manovre di disostruzione delle vie aeree.


Photocredit: pixabay.com

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